giovedì 21 febbraio 2013

PRESENTAZIONE LIBRO

Il giorno 20 febbraio 2012 presso la sala conferenze dell'istituto Faa di Bruono, sè stato prsentato l'importante libro del prof.Coaloa dal titolo Carlo d'Asburgo l'ultimo imperatore con la prefazione dell'Arciduca Martino d'Aasburgo Este suo nipote.
La figura del beato Carlo è molto diversa da quella divulgata dalla  storiografia ufficiale.
I relatori hanno evidenziato come al di là delle apparenze il beato Carlo era un uomo di pace e un modello di Padre da imitare.
Proprio le sue qualità di buon padre, fedele marito e monarca cristiano  sempre in ascolto delle direttive del Pontefice , per evitare inutiili stragi, se non l'hanno aiutato a mantenere l'impero sono servite per renderlo Beato.
Il modello di famiglia cristiana che anche  nelle soferenze mantiene la sua dignità è quello da seguire. Per insegnare ai credenti che questo è il modello da seguire il Papa Giovanni Paolo II ha  reso beato Carlo il 3 ottobre del 2004, dando però idicazioni di festeggiarlo il 21 sempre di ottobre, giorno del suo matrinomio  con la  pricipessa Zita Borbone .Parma.


giovedì 4 ottobre 2012

Le uova degli Zar, create da Fabergè.


La rivoluzione distrugge corpi, umilia istituzioni, ma è impotente con i simboli forti e la bellezza che evocano.
L'uovo nasconde in sé un senso di meraviglia, che è presente nelle culture di tutto il mondo. Il suo guscio liscio ed ellittico, che contiene un ogetto apparentemente inorganico, nasconde il mistero della nuova vita. Questo fatto ha portato i popoli antichi a riflettere sul processo creativo, perchè per le civiltà antiche, prive di strumenti di misurazione, comprendere la creazione del mondo sarebbe stato un concetto molto difficile, ma osservare lo schiudersi dell'uovo e associarlo alla nascita del mondo, ha reso l'idea più chiara.
Nel periodo del paganesimo, per alcune civiltà, il Cielo e la Terra erano rappresentate da due metà dello stesso uovo. Le uova inoltre erano considerate il simbolo del ritorno alla vita, le uova infatti non si depongono in inverno.
Per la cultura dell'antico Egitto, quando ancora l’anno si basava sulle stagioni, le uova decorate si scambiavano nel giorno dell' equinozio di primavera.
I Romani, al proposito dicevano: Omne vivum ex ovo” (ogni vita proviene dall’uovo) e i contadini avevano la consuetudine di seppellire un uovo dipinto di rosso nei campi per propiziarsi un buon raccolto.
Per i cristiani l'uovo non è solo vita, ma raffigurazione della vita oltre la morte.
I cristiani pian piano si convinsero sempre più che, come un uccello esce fuori dal suo guscio, così Cristo uscì dalla sua tomba nel giorno della Resurrezione.
Nel Medio Evo si affermò l’uso di porre uova colorate sul sepolcro durante il servizio pasquale e di regalarle ai bambini e alla servitù per festeggiare la Resurrezione.
Per la tradizione ortodossa russa e greca la mattina di Pasqua si portano in chiesa uova di gallina, o di legno, o di metallo prezioso, o di ceramica dipinta con fiori dai colori simbolici, o con piccole icone di Maria o di Gesù risorto, o con delle croci. Dopo averle fatte benedire, vengono regalate in famiglia e agli amici. Sulle uova, in caratteri cirillici spesso è scritto o per intero o con le sole iniziali: «X» (Christòs = Cristo) e «B» (Voskrés = risorge).
La tradizione ortodossa degli Zar
Gli Zar fedeli all'ortodossia russa hanno sempre fatto delle uova pasquali un loro segno distintovo.
Nel XVIII secolo, dopo la fondazione della fabrica per la Porcellana Imperiale e per la Imperiale Fabbricazione di vetro. sotto Caterina la Grande, il numero di tali uova introdotte a corte arrivò, alla metà dell'Ottocento, a 5.000 in porcellana e 7.000 in vetro.
D
urante il regno dello zar Alessandro III e della zarina Maria Feodorovna, fecero la loro comparsa le uova di porcellana prima con Cyphers oro su bianco o sang de boeuf .Sempre sotto il regno di Alessandro III operò Carl Fabergè.
Peter Carl Fabergé
Il suo vero nome era Karl Gustavovic Faberže, nato a San Pietroburgo (un tempo Stalingrado e poi Leningrado) il 30 maggio 1846 e morto a Losanna il 24 settembre 1920, L'Aristocrazua Europea prediligeva la lingua francese e per quesro motivo il cogmone venne francesizzato. E' stato un gioielliere e orafo russo conosciuto per avere creato e prodotto le famose e presiosissime Uova Fabergéfra il 1885 e il 1917 su indicazione dagli Zar di tutte le russie. Il primo uovo aveva le caratteristiche tipiche delle matrioske russe era fatto di colore bianco e smalto opaco ed al suo interno conteneva un tuorlo tutto d’oro che a sua volta aveva all’interno una gallinella colorata d’oro e smalti con gli occhi di rubino. Infine vi era una copia in miniatura della corona imperiale con un piccolo rubino a forma d’uovo.
Questo primo esemplare di Uovo fu ordinato commissionato da
Alessandro III di Russia da come regalo pasquale per la zarina Maria Fyodorovna che colpita da tanta bellezza fece nominare Fabergé “gioielliere di corte”, con il compito di preparare ad ogni Pasqua un nuovo uovo diverso da tutti gli altri e con una sorpresa. Alla morte di Alessandro III, il sucessore Nicola II chiese a Fabergè di produrne due all'anno.
Per fare questi gioielli a sfondo religioso, era richiesto parecchio tempo e servivano diverse lavorazioni. La collezione imperiale di 52 esemplari è famosa nel mondo e ogni uova tratta un tema diverso.
Per più di trent'anni Fabergé creó 57 uova imperiali, tutte diverse, tutte preziose, molte con dentro sorprese come cammei, perle rare, uccellini meccanici, che diventarono il regalo preferito degli Zar per celebrare anniversari e occasioni speciali.
La Rivoluzione russa mise brutalmente fine alla dinastia Romanov e alla tradizione di Fabergé: la società fu nazionalizzata nel 1917 e la produzione di gioielli terminata. Gran parte delle uova imperiali finirono all'estero alcune sono state acquistate per 20 milioni di dollari l'una. Ricordo che la mummia di Lenin si è squagliata, le statue dei grandi rivoluzionari sono state distrutte dal popolo sovrano le Uova imperiali , al contrario,continuano a sorprendere per la loro bellezza e per l'emozione che produce lo loro vista.
Questi gioielli si possono vedere alla reggi di Venaria, oppure se qulcuno passa da Rapallo al Museo Attilio e Cheope Gaffoglio dove è in collezione un Uvo Fabergè originale.
Carlo Baratta

lunedì 1 ottobre 2012

FAMIGLIA ALLARGATA: L'ESCALATION NEGLI ULTIMI DECENNI


La coppia sta diventando una alternativa alla famiglia? Famiglia allargata evoluzione nei rapporti umani o atavismo?

Il nuovo Rapporto Cisf sulla famiglia italiana ha fotografato la situazione sentimentale del popolo italiano attraverso un'indagine condotta su un campione rappresentativo della popolazione italiana (4053 interviste). L'indagine ha verificato che il 50,5%, di questo campione, vive in coppia.
E’ meglio vivere in coppia senza sposarsi?
Osservando i dati socio-demografici, dell’Istat, la risposta al quesito è affermativa, cresce il numero delle coppie non sposate, aumentano le coppie senza figli o con un solo figlio, e in generale le famiglie si restringono di numero. Analizzando il fenomeno in modo qualitativo,va detto che questa divaricazione( tra 50,5 e 49,5)è indice di due tendenze di vita opposte.
Secondo Socrate il matrimonio aveva due sbocchi, così insegnava “Sposatevi. Se vi capita una buona moglie, sarete felici. Se ve ne capita una cattiva, diventerete filosofi”.
Con un sguardo più generale il matrimonio è anche una relazione sociale e come tale è influenzata dai valori morali interiorizzati dalle persone che decidono di realizzare questa relazione.
Nel mondo occidentale si confrontano due grandi modelli di pensiero: quella del pensiero debole o relativista e quella del pensiero forte, cattolico. Che delineano due diverse modalità di relazione tra gli sposi la relazione egotistica e quella del dono.
Il primo modello annovera tra i suoi studiosi Z. Bauman, sociologo e teorico della società liquida. Per Bauman stiamo vivendo in una realtà sociale dove tutto è precario, incerto, rapido, un mondo fatto sopratutto dall'oggi e un futuro inteso come evento non collegabile con il passato e non dipendente dal presente; un mondo alla “prendi i soldi e scappa”. Il pensiero forte,al contrario, considera le relazioni tra persone come atti permanenti fatti per costruire un futuro, anche difficile, ma noto, nel caso specifico del matrimonio.
Tra i sostenitori del pensiero forte va ricordato il magistero della Chiesa Cattolica, indicazioni su come costruire una relazione che permetta la crescita delle persone, adattabili a diverse situazioni reali, economiche culturali, si trovano nel Catechismo; tra i molti articoli ricordo il 2332 “La sessualità esercita un'influenza su tutti gli aspetti della persona umana, nell'unità del suo corpo e della sua anima.
Essa concerne particolarmente l'affettività, la capacità di amare e di procreare, e, in un modo più generale, l'attitudine ad intrecciare rapporti di comunione con altri” e l'articolo 2333 “Spetta a ciascuno, uomo o donna, riconoscere ed accettare la propria identità sessuale.
La differenza e la complementarità fisiche, morali e spirituali sono orientate ai beni del matrimonio e allo sviluppo della vita familiare. L'armonia della coppia e della società dipende in parte dal modo in cui si vivono tra i sessi la complementarità, il bisogno vicendevole e il reciproco aiuto. Essere innamorati significa volere, e promettere, eterna fedeltà. “
I due modelli di famiglia presenti oggi in Italia.
Oggi, anche in Italia, fare coppia non implica più costruire una famiglia tradizionale, la coppia moderna deve affrontare molte difficoltà, perché l’identità personale di ciascun partner, fa fatica a ritrovarsi in un Noi di coppia e di famiglia.
In Italia in questi anni si sono formate due tipi di coppie: le coppie relazionali e le coppie postmoderne. La coppia relazionale o tradizionale sente e accetta i condizionamenti del mondo reale trasforma i vincoli in opportunità in modo da selezionare fra i modi accettabili e non accettabili di fare famiglia. La coppia postmoderna, invece, ignora il mondo naturale si costruisce realtà temporanee e instabili, permeata dal pensiero relativista, diventa più permissiva, rifiuta di fare distinzioni fra i modi di fare famiglia e accetta un pluralismo indifferenziato, appunto relativo e instabile, dei modi di fare coppia.
Mentre la coppia tradizionale ha una riflessività, discute litiga , pur essendo maggiormente dipendente dal contesto locale, ha una certa solidità e coerenza, la coppia postmoderna va incontro ad una riflessività fratturata o impedita.
La coppia postmoderna che si forma in questi anni si costruisce un mondo virtuale, dove tutto è possibile (sposarsi o non sposarsi, avere figli o non averli, averli nel matrimonio o fuori, convivere con un partner di sesso diverso o dello stesso sesso, ecc.) e quindi dove tutto diventa più precario, incerto, instabile. Le coppie oggi, vivono una contraddizione: la ricerca di una astratta e personale felicità. Si trasforma in sogno e ci si ritrova depressi.
Dalla liquefazione della famiglia alla società liquida?
Le coppie postmoderne sono quelle che più risentono delle tendenze a pensarsi come un affare privato, dove ciò che conta è l’individuo più che la relazione, hanno meno figli, sono più permissive e meno proiettate in senso progettuale sul futuro.
È chiaro che, se questo tipo di formazione sociale dovesse diventare il tipo prevalente o normale, la società rischierebbe di liquefarsi essa stessa. L’aumento quantitativo delle coppie ‘liquide’, più instabili e frammentate, pone serie ipoteche sul futuro della intera società. Comunque, ad oggi, per la maggioranza della popolazione, l’ideale della famiglia resta attraente ed è ancora l'obiettivo da perseguire per una vita felice, come detto il problema è che i modello di famiglia non è più unico.
La nascita e lo sviluppo delle famiglie allargate è causato dal modo narcisistico, sia maschile che femminile, di costruire rapporti di coppia. Ma anche grazie a questo fenomeno si può evidenziare, come fa il rapporto Cisf, che la famiglia si forma ed esiste laddove riesce a esprimersi il suo genoma originario, cioè il fatto che la famiglia si qualifica rispetto a tutte le altre forme sociali per essere l’espressione di una relazionalità basata sul dono, la reciprocità, la sessualità di coppia e la sua generatività vissute insieme.
L'atavismo delle famiglie allargate.
La cassa di risonanza operata dai mass media sulle famiglie allargate sulle coppie temporanee hanno inebetito i cervelli di tantissime persone, non solo italiane, l'omologazione culturale globale che ha ridotto i diritti conquistati dalle generazioni precedenti a desideri soggettivi a capricci, ha fatto dei capricci di pochi ricconi diritti universali. Infatti i mass media mettono nei loro palinsesti solo film e programmi con coppie le più variegate possibili, da quelle delle élite dello spettacolo che vivono nel modo più dissoluto possibile oppure, tragedie, violenze e abusi di ogni genere, stemperare dalla réclame. Per questi programmi la relazione tra umani ha lo stesso impatto di quella tra un attore e una scatola di cioccolatini o una bevandaa, conl'etichettaanascostata , of course, per la coppia tutto è possibile. Questa onnipotenza della coppia ha prodotto la frammentazione delle forme possibili, ma non ha portato ad una maggiore soddisfazione nelle relazioni fra i partner e con i figli, ma piuttosto il contrario. Siano in presenza di un processo sociale involutivo, non evolutivo,i nostri antenati cavernicoli vivevano in famiglie allargate, i devianti erano già noti ai tempi dei sumeri per non parlare delle famose amazzoni. La vulgata che sta dietro all' atavismo della famiglia risponde pienamente alle idee dei sostenitori della decrescita “felice”.
Sempre meno matrimoni, sempre più diversi.
I matrimoni, infatti, hanno subito un cambiamento sia di tipo quantitativo che qualitativo.
In termini quantitativi la tendenza alla riduzione delle nozze è iniziata negli anni 70 e ha riguardato tutta la nazione, dal punto di vista qualitativo si sono ridotte maggiormente le prime nozze,mentre sono cresciute le seconde e tese nozze e quelle tra italiani-e e stranieri-e, in crescita anche il rito civile rispetto a quello religioso, in crescita anche le convivenze. Il rapporto Cifs osserva come l’instabilità nelle coppie sia spiegabile con le differenze di status economico, culturale e religioso quali l’istruzione, il reddito, la posizione professionale e l’età.
È chiaro che, se il genoma familiare viene modificato su grande scala, tutta la società va incontro ad un processo storico di morfogenesi senza precedenti, il che vorrebbe dire in pratica che mancherebbe il ricambio fra le generazioni e crescerebbero forme sempre fragili di famiglie, bisognose di assistenza. Insomma ci sarebbero meno contribuenti e più richieste di servizi di assistenza e di servizi sanitari.

 http://www.lopinionista.it/notizia.php?id=896

giovedì 10 novembre 2011

TRADIZIONE E SOCIETA' BLOG DI PENSIERO VERTICALE: Il matrimonio: esperienza narcisista o progetto di...

TRADIZIONE E SOCIETA' BLOG DI PENSIERO VERTICALE: Il matrimonio: esperienza narcisista o progetto di...: Anche nozze celebri (McCartney, Briatore) possono far riflettere su simbologie e significati Secondo Socrate il matrimonio aveva due sbocch...

Il matrimonio: esperienza narcisista o progetto di vita?

Anche nozze celebri (McCartney, Briatore) possono far riflettere su simbologie e significati
Secondo Socrate il matrimonio aveva due sbocchi: “Sposatevi. Se vi capita una buona moglie, sarete felici. Se ve ne capita una cattiva, diventerete filosofi”.
Con un sguardo più generale, il matrimonio è anche una relazione sociale e come tale è influenzata dai valori morali interiorizzati dalle persone che decidono di realizzare questa relazione.
Nel mondo occidentale contemporaneo si confrontano due grandi modelli di pensiero: quello del pensiero “debole” o relativista e quello del pensiero “forte”, soprattutto cattolico. Che delineano due diverse modalità di relazione tra gli sposi: la relazione egotistica e quella del dono.
L'interpretazione dei rapporti sociali basata sul pensiero debole annovera tra i suoi studiosi Zygmunt Bauman, sociologo e teorico della società liquida. Per Bauman stiamo vivendo in una realtà sociale dove tutto è precario, incerto, rapido, un mondo fatto sopratutto dall'oggi e un futuro inteso come evento non collegabile né con il passato né tanto meno col presente; un mondo alla “prendi i soldi e scappa”.
Il pensiero forte, invece, considera le relazioni tra persone come atti permanenti fatti per costruire un futuro, anche difficile, ma noto, nel caso specifico del matrimonio. Tra i sostenitori del pensiero forte va ricordato il magistero della Chiesa Cattolica.
Indicazioni su come costruire una relazione che permetta la crescita delle persone, adattabili a diverse situazioni reali, economiche culturali, si trovano nel Catechismo. Tra i molti articoli ricordo il 2332 (“La sessualità esercita un'influenza su tutti gli aspetti della persona umana, nell'unità del suo corpo e della sua anima. Essa concerne particolarmente l'affettività, la capacità di amare e di procreare, e, in un modo più generale, l'attitudine ad intrecciare rapporti di comunione con altri”) e l'articolo 2333 (“L'armonia della coppia e della società dipende in parte dal modo in cui si vivono tra i sessi la complementarità, il bisogno vicendevole e il reciproco aiuto. Essere innamorati significa volere, e promettere, eterna fedeltà”).
Benedetto XVI, nel discorso tenuto il 22 gennaio scorso, spiega che il matrimonio deve promuovere “un vincolo di giustizia ed amore tra i coniugi, con le caratteristiche dell’unità ed indissolubilità, ordinato al bene dei coniugi e alla procreazione ed educazione della prole”. Gli sposi, perciò, devono scoprire “la verità di un’inclinazione naturale e di una capacità di impegnarsi che essi portano inscritte nel loro essere relazionale uomo-donna”.  “La sessualità, mediante la quale l’uomo e la donna si donano l’uno all’altra con gli atti propri ed esclusivi degli sposi, non è affatto qualcosa di puramente biologico, ma riguarda — si legge nella Familiaris consortio (n. 11) — l’intimo nucleo della persona umana come tale. Essa si realizza in modo veramente umano, solo se è parte integrale dell’amore con cui l’uomo e la donna si impegnano totalmente l’uno verso l’altra fino alla morte. (...) Se la persona si riservasse qualcosa o la possibilità di decidere altrimenti per il futuro, già per questo essa non si donerebbe totalmente”.

Matrimonio liquido o patto forte? Il caso di due coppie celebri
Il contenuto dei rapporti sociali è espresso anche dalla simbologia con cui si esprimono. Il matrimonio è il rapporto fondante della società e dunque ad esso, in ogni cultura, sono legate simbologie molto forti, soprattutto nelle cerimonie nuziali.
Due matrimoni recenti di personaggi famosi, Paul McCartney e Flavio Briatore, sono significativi, da questo punto di vista, per il loro ispirarsi ai due diversi modelli di pensiero.
L'idea di sposarsi per ricercare nuove ispirazioni o per fronteggiare la noia si può leggere nella cerimonia di Paul McCartney, che si è sposato per la terza volta domenica 9 ottobre 2011. Che la paura di invecchiare, di non essere più riconosciuto, sia alla base di questo evento si può osservare da tanti elementi. Come ricorda la cronaca, il 9 ottobre sarebbe stato il compleanno di Lennon, quindi un giorno speciale per gli ex Beatles, e Paul si è presentato all'evento coi capelli tinti castano e un vestito blu.
Anche per questo matrimonio la sposa Nancy Shevell, miliardaria americana, è molto più giovane di Paul: 17 anni di meno di lui; la precedente moglie, Heather Mills, ne aveva 26 di meno.
La funzione si è svolta alle quattro del pomeriggio nelle sale del municipio londinese, Old Marylebone Town Hall. La cerimonia è proseguita nella villa di St John’s Wood, a poche centinaia di metri dagli studi di Abbey Road, che è anche il titolo del famosissimo LP dei Beatles. I vicini dell'esclusivo quartiere di St John's Wood non hanno gradito le manifestazioni di allegria che arrivavano dalla casa di McCartney e hanno chiamato la polizia per farli smettere.

Flavio Briatore si è sposato con Elisabetta Gregoraci il 14 Giugno del 2008 a Roma, nella chiesa di Spirito in Sassia. Le nozze sono state celebrate dal cardinale francese Paul Jean Poupard, con tre testimoni per Flavio e tre per Elisabetta. La sposa - che indossava un abito bianco, con velo di sette metri, firmato da Roberto Cavalli - si è fatta attendere 40 minuti. Il tenore Alessandro Safina ha cantato l’Ave Maria. Terminata la funzione religiosa gli sposi hanno offerto un ricevimento al ristorante “La Veranda”. Gli invitati, circa 350, erano tutti personaggi illustri, del mondo automobilistico, del giornalismo e politico. Mancava la ex fidanzata di Flavio, Naomi Campbell, perché, secondo Briatore, “non sarebbe carino nei confronti di Elisabetta”. Le nozze si sono concluse con il party serale al Castello di Tor Crescenza.
I coniugi Briatore hanno chiesto agli invitati di devolvere la spesa per i regali di nozze a favore del reparto di oncologia pediatrica dell’Umberto I di Roma.
Il 18 marzo 2010 è nato Nathan Falco, il primo figlio di Flavio.

Flavio e Paul hanno caratteristiche comuni sono benestanti, conosciuti in tutto il mondo invidiati da molti, frequentano giovani e belle donne, non si fanno mancare nulla.
Però sono anche molto diversi, e anche i loro matrimoni lo evidenziano. Paul continua a tingersi i capelli a vestirsi come se fosse ancora negli anni '60; Flavio no, è orgoglioso dei suoi capelli brizzolati e alle cerimonie importanti si mette il tight.
Paul al suo matrimonio ha suonato Let it be; a quello di Flavio si è intonata l'Ave Maria.
Paul, forse inconsapevolmente, è l'espressione dell'individualismo e dell'egotismo (ideologia dell'ego) dilagante nell'Occidente annoiato e sempre alla ricerca di senso; Flavio incarna, forse anche lui inconsapevole, la reazione all'egotismo. Il progetto dei coniugi Briatore si è concretizzato in un figlio, l'accordo tra l'ex Beatle e la miliardaria USA in un bel tour per l'Europa a far altri soldi.

Intendiamoci: non stiamo indicando la coppia Briatore-Gregoraci come esempio di pensiero "forte" e di matrimonio “cattolico”.  La simbologia delle nozze, però, evidenzia l'ispirazione delle due coppie di coniugi a due diversi modelli.
Il modello scelto da Briatore e Gregoraci non ci sembra sospettabile di pura esteriorità e conformismo, visto che le nozze di tipo religioso e “tradizionale” sono ormai un'eccezione nello star system. Se poi alla manifestazione di intenti iniziale seguirà un coerente stile di vita, in un percorso di necessaria crescita umana e cristiana, questo non è possibile dirlo a priori e dall'esterno.

Carlo Baratta
14/11/11      Europa   Oggi

mercoledì 2 novembre 2011

TRADIZIONE E SOCIETA' BLOG DI PENSIERO VERTICALE: HALLOWEEN NEL MONDO: TRA TRADIZIONE E MODERNITÀ

TRADIZIONE E SOCIETA' BLOG DI PENSIERO VERTICALE: HALLOWEEN NEL MONDO: TRA TRADIZIONE E MODERNITÀ: Satanismo sullo sfondo Fino a qualche anno fa, la festa di Halloween era diffusa negli Stati uniti e nel Regno unito. Oggi, sotto l'infl...

HALLOWEEN NEL MONDO: TRA TRADIZIONE E MODERNITÀ

Satanismo sullo sfondo

Fino a qualche anno fa, la festa di Halloween era diffusa negli Stati uniti e nel Regno unito. Oggi, sotto l'influenza della globalizzazione, questo evento si è diffuso in tanti altri Paesi.
Questa, però è una festa pagana e satanica, non un innocente divertimento per piccini. Non si tratta di di una gaia arlecchinata, bensì di una celebrazione vera e propria con tanto di riti e oggetti sacri: pietre runiche, mantelli. Nel Regno Unito per rispondere alle esigenze rituali dei molti detenuti pagani e satanisti rinchiusi nelle carceri britanniche sono state emanate, nel 2010, da Gareth Hadley, Direttore del personale penitenziario nazionale norme per la pratica dei riti satanici, e tra questi Halloween è il principale.
La celebrazione di questa festa è una forma di idolatria demoniaca. La notte di Halloween è una esaltazione del macabro. Le persone, che partecipano, indossano costumi che inneggiano alla morte, sovente antireligiosi.
LE ORIGINI DELLA FESTA - Narra una leggenda celtica che gli spiriti dei defunti di quell'anno, tornassero la notte del 31 ottobre in cerca di un corpo da possedere per l'anno successivo. I vivi Per essere posseduti non riscaldavano le loro case e si travestivano, in modo orribile per spaventare gli spiriti dei morti.
La versione più spirituale vede in Halloween la continuazione di un’antichissima celebrazione celtica diffusa nelle isole britanniche e nel nord della Francia. Scopo della celebrazione era l'adorazione della divinità, Samhain, Signore della morte. Era considerata una delle feste più importanti, e dava inizio al capodanno celtico. La notte del 31 ottobre in onore del sanguinario dio della morte, veniva realizzato, sopra un’altura, un enorme falò utilizzando rami di quercia, albero ritenuto sacro, sul quale venivano bruciati sacrifici costituiti da cibo, animali e persino esseri umani, come si può leggere nel “De Bello Gallico” (libro VI, 16) di Giulio Cesare o nella Naturalis Historia (XXX, 13), di Plinio il Vecchio.
I Celti ritenevano che Samhain, in risposta alle offerte di tali olocausti, autorizzasse le anime dei morti a ritornare alle proprie case in quel giorno di festa. Per questo motivo i pagani nordici ritenevano che fredde e oscure creature riempissero la notte vagando e mendicando tra i vivi. E’ da tale credenza, peraltro, che deriva l’uso odierno di girovagare nel buio, la notte di Halloween.
LA LIQUEFAZIONE DI CONCETTI - L'espressione dell’antico cerimoniale pagano.“trick or treat”, è stata tradotta nel nostro sistema sociale basato sullo scambio di merci in “scherzetto o dolcetto”. In origine si chiedevano offerte (“treat”) sotto la minaccia dell’ira di Samhain, e della sua maledizione divina (“trick”), in caso di rifiuto. Questa pratica di chiedere offerte al dio della morte era un metodo per identificare i cristiani che si rifiutavano di onorare la divinità pagana, e che per questo subivano, a volte, odiose ritorsioni.
OGNISSANTI CRISTIANO - Per la cristianità le prime forme di commemorazioni dei Santi iniziarono dal IV secolo, nel giorno della Domenica successiva alla Pentecoste. Questa pratica è tuttora osservata dalla Chiesa Ortodossa d’Oriente.
I monaci irlandesi per evangelizzare i popoli celti, chiesero al Pontefice Romano di celebrare la festa di Ognissanti al primo novembre, con tanto di vigilia la notte precedente, proprio per contrastare il culto satanico di Samhain. Fu un atto di Papa Gregorio III (731-741), che fissò nel 1° novembre l’anniversario della consacrazione di una cappella, a Roma, dedicata alle reliquie “dei santi apostoli e di tutti i santi, martiri e confessori, e di tutti i giusti resi perfetti che riposano in pace in tutto il mondo”. Il suo successore rese obbligatoria la data della celebrazione a tutta la cristianità.
DAL CULTO DI SAMHAIN ALL'HALLOWEEN MODERNO - Il termine deriva dall'antica espressione inglese Hallow E’en, cioè notte di commemorazione di tutti coloro che sono stati “hallowed”, santificati.
LE PREOCCUPAZIONI DEL CLERO CATTOLICO - Sorprende la sottovalutazione fatta oggi da molti credenti su pericolo della festa pagana e satanica di Halloween. Contro questi festeggiamenti molti vescovi italiani, tra di essi il vescovo di Torino Monsignor Nosiglia, hanno preso una ferma posizione ad esempio si veda il (blog).
Nella parrocchia di San Luigi Gonzaga a Foggia, guidata da don Guglielmo Fichera, da alcuni anni nel pomeriggio del 31 ottobre, adulti e bambini, catechisti e genitori, hanno indossato abiti e portato simboli che ricordano il santo di cui portano il nome.
Son molte le parrocchie italiane che il 31 ottobre organizzano momenti di festa e di preghiera. In Francia tale fenomeno ha imboccato il viale del tramonto e la polemica è tutta incentrata sul recupero delle tradizioni autoctone. Il filosofo e critico letterario D. Le Guay nel suo libro “La faccia nascosta di Halloween”(ed Elledici), definisce Halloween come un simbolo neopagano. Anche in Francia molte parrocchie hanno organizzato contromanifestazioni chiamate “Holy Wins” con distribuzione gratuita di opuscoli religiosi ai ragazzi e alle loro famiglie che invitano a riflettere sui veri e profondi valori della festa di Ognissanti.
In Germania la federazione per la protezione della lingua tedesca ha preso posizione contro la festa di Halloween. Benedetto XVI, rivolgendosi ai giovani a Colonia, in Germania, li ha messi in guardia contro tutte le false rivoluzioni e ha indicato loro la vera ed unica rivoluzione: “Volete cambiare il mondo? Volete un mondo più pulito? Fatevi santi!”.
La dimensione economica di Halloween in Italia - Secondo un'indagine del Codacons da settimane i negozi e i centri commerciali di tutta Italia hanno decorato le vetrine, con zucche, maschere e gadget di ogni tipo, e proposto ai consumatori una vasta scelta di articoli.
Il Codacons stima in circa 10 milioni gli italiani che festeggeranno il 31 ottobre, per partecipare a eventi, feste, spettacoli, acquisteranno maschere, abiti da streghe o da morto e tante zucche per l'illuminazione notturna con un rilevante giro di affari.

(di Carlo Baratta
http://www.lopinionista.it/notizia.php?id=750